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inaugurazione
8 luglio 2009, ore 18.00
matera
Palazzo Lanfranchi, Museo Nazionale
d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata
piazzetta G. Pascoli, tel. 0835 256262
10 luglio 2009, ore 18.00
potenza
Palazzo Loffredo,
Galleria Civica Comunale
largo Pignatari, tel. 0971 27185
date dell’esposizione
9 luglio-1° novembre 2009
matera
Palazzo Lanfranchi, Museo Nazionale
d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata
11 luglio-18 ottobre 2009
potenza
Palazzo Loffredo
Galleria Civica Comunale
informazioni
Ufficio Stampa Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata
tel. +39 0835 256248, fax +39 0835 256246, uffi-ciostampa.artimatera@beniculturali.it
Ufficio stampa Mandragora (Elena Paoletti)
via dello Studio 5, 50122 Firenze
tel. +39 055 2654384
ufficiostampa@mandragora.it
Splendori del barocco defilato
Si è inaugurata l’8 luglio 2009 al Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata in Palazzo Lanfranchi a Matera e il 10 luglio 2009 alla Galleria Civica Comunale in Palazzo Loffredo a Potenza la mostra “Splendori del barocco defilato. Arte in Basilicata e ai suoi confini da Luca Giorda-no al Settecento” posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. La mostra è promossa dall’Università degli Studi della Basilicata in occasione del XXV anniversario della sua fondazione, e, insieme, dalla Regione Basilicata, dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropolo-gici della Basilicata, dal Comune di Potenza, dal Comune di Matera e dalla Fondazione Carical.
L’evento espositivo intende presentare il consuntivo più aggiornato dell’attività di ricerca promossa negli ultimi anni dall’ateneo lucano in merito al tema, ancora misconosciuto, del pieno barocco e del rococò sviluppatisi in Basilicata e ai suoi confini. Si tratta della prima grande rassegna di riscoperta del barocco lucano, nei suoi aspetti della pittura e della scultura lignea.
L’occasione è dunque quella di rendere noto e di presentare a un vasto pubblico un capillare lavoro di studio sul territorio che è ancora inedito, offrendo l’opportunità di vedere riuniti capolavori, scelti per qualità e conservazione, disseminati nei vari comuni, conservati nei musei e recuperati dai deposi-ti.
Il titolo prende spunto da un breve racconto di Ermanno Olmi – che durante la sua visita nella città di Altamura, situata a poca distanza da Matera, rimase sorpreso e commosso per i valori umani e civili di questa Italia defilata –, e ciò ha offerto lo spunto per tentare di definire i valori figurativi di una fe-lice stagione artistica che si svolse in Basilicata e ai suoi immediati confini, dal barocco al rococò, e che svela una densità di opere straordinaria quanto inaspettata.
Una situazione defilata dunque, e non periferica, portò alla messa a punto di una ‘cultura ad hoc’ ri-spondente alle caratteristiche del territorio e consentì larghi margini di libertà e anche di bizzarria e-spressiva, impensabili nella cultura aulica delle grandi capitali, che, come Roma, Firenze e Napoli, e-rano saldamente organizzate intorno alle corti e alle accademie.
Il pieno recupero di un fasto artistico, così sorprendente, che attesta un’età d’oro del mecenatismo tra il tardo barocco e il secolo dei Lumi, restituisce un’immagine non convenzionale e, per contro, i-nedita della Basilicata, probabilmente più vicina a quello che possiamo immaginare dovette essere il contesto storico prima che la frantumazione, politica ed economica, dell’antica e consolidata struttura feudale e della compagine della chiesa ricettizia portasse a un situazione di abbandono, di cui Carlo Levi, confinato politico nella sperduta Aliano, fu tra il 1935 e il 1936 testimone appassionato e poeti-camente partecipe.
Una vera e propria scoperta risulterà la sezione della scultura lignea proposta nella sede espositiva di Potenza. È da notare che i pezzi scelti sono quasi tutti di paternità sicura, giusto il fatto di essere corredati della firma e, molto spesso, anche della data. Si è voluto infatti offrire la possibilità di acce-dere a dati certi, appena recuperati, che potranno costituire punti fermi per ogni ricerca futura. Accan-to alla produzione degli scultori napoletani per la Basilicata si aggiunge qui l’attività, sinora scono-sciuta, degli scultori pugliesi nella regione lucana, e quella, finalmente riportata in luce sul territorio, degli scultori di origine lucana.
Al rilevante evento espositivo si unisce la pubblicazione di un catalogo scientifico di 312 pagine, curato da Elisa Acanfora e pubblicato da Mandragora, destinato a rimanere come testo di riferimento fondamentale sull’argomento. Il catalogo si propone di illustrare le opere esposte attraverso saggi cri-tici, schede scientifiche e grazie a un apposito corredo fotografico a colori, eseguito per l’occasione e stampato a piena pagina, e offre un ricco repertorio di opere scelte (dipinti e sculture) di cui non si è potuta contemplare l’esposizione ma che si segnalano per qualità e rilevanza nell’ambito del patrimo-nio artistico locale, accompagnato dalle biografie di 157 artisti. Si tratta non solo degli artisti presenta-ti in mostra ma anche del censimento degli pittori e degli scultori in legno di origine lucana e di quelli attivi in Basilicata tra la fine del Seicento e tutto il Settecento. Si comprende dunque che il catalogo si pone come il vasto, e sinora unico, repertorio sul barocco lucano. L’imponente lavoro critico e di cata-logazione che permetterà in questa occasione di riscoprire la ricchezza e lo splendore, sinora veramen-te insospettati, del barocco locale, costituirà motivo di sorprendente novità per il grande pubblico e anche per gli addetti ai lavori.
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